sabato 23 febbraio 2013

Il Gugelhopf .. il cugino italiano




il Gugelhopf, è un dolce lievitato le cui origini non sono ben chiare..viene addirittura attribuito ad un pasticcere alsaziano che lo ebbe in dono dai Magi per ricambiarlo della sua ospitalità ed il suo significato indica un tipico copricapo austriaco di epoca settecentesca perché prima di approdare in Francia è passato per l'Austria. (Bho!!!)
Innamoratami a prima vista della forma particolare di questo dolce,  non potevo non avere lo stampo nella mia cucina, e così appena mi si è presentata  l'occasione l' ho acquistato.
Poi come sempre un giro in rete per vedere cosa ci fosse dentro.. e ho scoperto che oltre ad essere di facile esecuzione , al suo interno sono presenti mandorle e uvetta.
Non potendole usare, le ho sostituite con le gocce di cioccolato.. da qui l'appellativo di cugino.
E' molto buono,soffice, non particolarmente dolce, ma si mantiene bene per 2 giorni, di più non saprei perché.. è finito prima!! E pensare che quando l'ho sfornato, ero preoccupata che date le dimensioni, sarebbe durato diversi giorni e magari si sarebbe seccato!
Ottimo a colazione e non solo! Da rifare subito, sicuramente.
Il mio stampo è da 1 litro, in silicone, e queste sono le dosi per realizzarlo. Ho preso spunto da qui, ma come sempre ho fatto dei cambiamenti per adeguarlo ai nostri gusti.


INGREDIENTI:

- 500 g    Farina Petra 1 oppure farina forte tipo Manitoba
- 150 ml  Liquidi (100 acqua e 50 latte tiepido)
  -120 g   Olio evo
-     3       Uova
-     3 g    Lievito secco
- 120 g    Zucchero
-    q.b.    Vaniglia solo i semi
-    q.b     Scorza arancia o limone grattugiata
- 150 g    Gocce cioccolato
-              Pizzico di sale

PER DECORARE :

 - Zucchero a velo

- Preparare il lievitino con 100 ml di acqua 100 di farina (presi dal totale), e il lievito. Mescolare e far lievitare fino al raddoppio. (1 ora circa)
- Trascorso il tempo, mettere nella planetaria con la frusta K il lievitino, il latte tiepido, le uova e lo zucchero e avviare la macchina a bassa velocità. Aggiungere l'olio, la farina, e continuando ad impastare, inserire gli aromi il sale ed infine le gocce di cioccolato.
- Mettere il gancio a uncino e impastare fino a quando la pasta non si presenterà lucida, elastica e il contenitore privo di residui.
-Trasferire l'impasto nello stampo, e mettere a lievitare coperto in un luogo tiepido ( va benissimo il forno spento con luce accesa). Lievita fino a quando avrà raggiunto il bordo dello stampo. (3-4 ore)
- Cuocere in forno caldo a 180° per circa 50', avendo cura di coprire con un foglio d'alluminio, se la superficie dovesse colorire troppo. (fare la prova stecchino prima di sfornare).
- Sfornare, sformare e far raffreddare il dolce su una gratella e infine spolverizzare con abbondante zucchero a velo.

CONSIGLI:

- Se volete provare la ricetta originale, al posto delle gocce usate (stessa dose) l'uvetta ammollata nel rum o in acqua; mettete in ogni scanalatura dello stampo una mandorla non pelata e il burro fuso e freddo al posto dell'olio (stessa dose). 
Personalmente quando in una ricetta è previsto l'uso del burro fuso, sostituisco con l'olio. ;-)

                                    


6 commenti:

  1. Ottima ricetta Sabrina! Appaga sia il palato che gli occhi!! Bravissima! Un abbraccio :)

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    1. Hai proprio ragione Angelica, appaga occhi e palato. Ti saluto!!

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  2. Ciao Sabrina, bellissima ricetta e bellissimo blog, tal che si sono meritati, nell'ordine: 1) mia iscrizione tra i lettori fissi 2) due dico due premi 3) click "mi piace" sulla tia pagina fb 4) inserimento nelle cerchie google! Se questo non è amore! Ti aspetto da stasera su Frizzi e Pasticci (http://cecieviola.blogspot.it/)

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  3. Ciao Sabrina, posso darti due premi? Uno vedo che lo hai già, ma il secondo no; quindi ti invito a passare da me, stasera, a ritirarli. La tua nuova lettrice Cecilia

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  4. Eccomi Sabry...che meraviglia! io da qualche parte devo avere pure lo stampo...proverò la tua ricetta, le foto sono davvero invitanti.
    Che ne dici sarà meglio la W330 o W400 come farina?
    Un abbraccio. Le

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    1. Ciao Letizia...la ricetta originale parla di farina manitoba, però come sai io uso la Petra che non specifica il W, (riporta la dicitura di quali prodotti si possono realizzare)...prova dai!!

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Mi farebbe molto piacere se lasciaste traccia del vostro passaggio, con un commento, un saluto o anche una critica (se costruttiva e non offensiva).
-Sabrina.

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